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8 Marzo 2013 – Non confondere Amore e possesso: Tu, non farti controllare!

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La Campagna, alla quale aderiscono più di 50 sedi Croce Rossa Italiana con oltre 200 volontari intende spostare l’attenzione sulla cultura che genera la violenza e la disuguaglianza, sensibilizzando le persone su alcuni comportamenti quotidiani che degenerano poi nella violenza. Il tema della confusione tra l’amore e il possesso, della Campagna della Croce Rossa Italiana, vuole essere un esempio di quelle attitudini socialmente riconosciute che privano lentamente la donna delle sue libertà senza che ne sia percepito il carattere di pericolosità. Quando si arriva alla violenza vera e propria è già troppo tardi, ma ci sono alcuni meccanismi e atteggiamenti come la gelosia, il controllo delle password, l’isolamento dagli amici e dalla famiglia che rappresentano un campanello d’allarme fondamentale, indice di vulnerabilità. Se si accetta di essere controllati, si accetta un sistema culturale di riferimento che porta alla disuguaglianza. Si scivola così nella violenza, non solo fisica ma anche psicologica. Occorre quindi ‘dare voce’, rompere il silenzio e i falsi miti basati sul bisogno del controllo da parte dell’uomo. La sfida è prevenire agendo sul contesto, sui comportamenti quotidiani”. Le donne infatti oltre alla violenza fisica subiscono un danno morale e psicologico enorme confondendo e non distinguendo più i concetti di amore e possesso. Per sconfiggere la piaga sociale della violenza Croce Rossa Italiana si rende artefice di un impegno civile per diffondere una cultura del rispetto delle persone e della non-discriminazione di genere.
La Campagna sarà realizzata l’8, 9 e 10 marzo, attraverso la semplice affissione da parte dei volontari di locandine negli esercizi commerciali e nei luoghi di incontro come scuole, centri di aggregazione, parrocchie.
La Campagna ha infatti la peculiarità di essere percepita “subito” dalle donne che si sentono esposte al controllo. Uno dei problemi nel fenomeno della violenza è la mancanza di consapevolezza collettiva. Nessuna donna vittima di violenza pensa di essere quella uccisa e nessun uomo pensa di essere parte di quel destino. Ma i dati ci dicono che il 40 per cento dei casi di soprusi presenta evidenti segnali premonitori. E’ necessario quindi lavorare sulla auto-riconoscibilità e auto-consapevolezza nelle situazioni ad alto rischio esplosivo.
La violenza in generale sta dilagando e preoccupa sempre di più e c’è bisogno di una rivoluzione culturale per capire e combattere questo fenomeno.

Non confondere Amore e possesso: Tu, non farti controllare!

da www.cri.it e www.criroma.org
segnalato da Patrizia Baroni

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