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Cavalier Hak di Hagar Lane

Torniamo dopo la pausa estiva e le nostre 13 domande per un libro sono per Cavaliere Hak di Hagar Lane, un originalissimo fantasy-storico pubblicato su Amazon a settembre 2019.

Cavalier Hak è un fantasy storico ambientato in parte nel Medioevo e in parte nel Rinascimento, dove fantasia, storia e realtà s’intrecciano sapientemente.
Nel Libro Primo (La Nascita dei Draschi) i Regni, fatti di uomini liberi, spariscono uno dopo l’altro per lasciare il posto ai Draschi, fatti di padroni e schiavi. È Hak, un cavaliere errante donna, che prova a sconfiggere il male, lottando contro un Governatore del Regno dei Folli che vuol trasformare il Casato del Pellame in Drasco, certo che “possedere le persone” fosse l’unico modo possibile per arricchirsi velocemente e senza render conto a nessuno.
Nel Libro Secondo (Sapere aude) Hak diventa Re del Drasco delle Scienze. Affiancata da una saggia strega di nome Mercuria e quattro validi e fidati cavalieri, Hak trasforma il suo Drasco in un luogo senza caste e privilegi, dove si ama e si prega liberamente, si studia e si lavora con gioia, ridando lentamente vita al culto degli Dei pagani. Questa volta lotterà contro i Giusti: il potente Organismo Religioso Sovranazionale a capo dei Draschi.
Da cavaliere come da re, il viaggio di Hak è l’incessante ed eroico tentativo di spezzare con le proprie mani le maglie dell’inconscio collettivo, intriso di dolore per i pregiudizi e le ingiustizie sociali sedimentatesi nei secoli, ma c’è solo un modo per riuscire nell’impresa, ed è scritto in dei fogli di pergamena custoditi in un prezioso scrigno di faggio rosso.

13 DOMANDE PER UN LIBRO

1.DOVE È AMBIENTATA LA STORIA?
Essendo Cavalier Hak un fantasy, l’ambientazione è un mondo fantastico, ma che facilmente ognuno può associare al proprio Paese, a ben vedere. Questo perché il mio è un fantasy-storico, perciò l’idea è far immergere il lettore nella storia, ma al tempo stesso nella fantasia e, grazie alle metafore, nel presente.

2.CHE ARCO TEMPORALE RICOPRE LA STORIA E IN CHE EPOCA È AMBIENTATA?
Nel caso del mio romanzo questa è una di quelle domande alle quali non si può rispondere con una data secca. Cavalier Hak si compone di due libri e in entrambi ho fatto una cosa che dal punto di vista letterario è giustificata dal fatto che il mio è un romanzo fantasy, ma dal punto di vista scientifico, in realtà, ciò che io ha fatto è una realtà invisibile ai nostri sensi, ma più vera della realtà percepita, in cui lo spazio è fisso e il tempo scorre lungo una retta che va in una sola direzione, tra l’altro. Mi sto riferendo alla contrazione dello spazio e del tempo, che sintetizzo con questa frase a inizio del Libro Secondo: “In questa storia il tempo è contratto e lo spazio condiviso”. Ecco che, poiché Einstein ha dimostrato che il tempo è la quarta dimensione spaziale, e che non esiste tempo senza spazio e spazio senza tempo, ma esiste solo lo spazio-tempo, ho pensato bene di far convivere due anni ogni volta, ognuno dei quali simbolo di un periodo storico ben preciso e diverso dall’altro. Così nel Libro Primo convivono l’anno 1000 e il 1200. Nell’anno 1000 vivono i Regni, e ci troviamo nell’Alto Medioevo, mentre nel 1200 vivono i Draschi, e siamo nel Basso Medioevo. Ecco, per mostrare fortemente come la società è cambiata nel passaggio dall’Alto al Basso Medioevo, ho preso quei due mondi, lontani nell’asse temporale lineare da noi percepito, e li ho avvicinati insieme, facendoli convivere. Analogamente il Libro Secondo è ambientato nel 1220 e nel 1480, per mettere a confronto i Draschi del Basso Medioevo con i nuovi Regni del Rinascimento. Ho fatto così non solo perché la Fisica Quantistica ha dimostrato che si può andare avanti e indietro nel tempo esattamente come facciamo nello spazio, ma anche perché nell’inconscio tutto converge davvero, cioè convive il passato, il presente e il futuro e lo spazio è percepito come unico e puntiforme, ma nel quale c’è tutto.

3.QUALCOSA SUL PROTAGONISTA?
Il protagonista è Hak, che volevo incarnasse l’eretica, nel senso più bello del termine, perché “eretico” significa “colui che sceglie”. Hak è una donna che incarna valori di uguaglianza e giustizia, dove al centro della vita sociale mette la cultura e il merito. Anche nel Drasco delle Scienze governato da Hak vi sono le regole, ma rette da principi di libertà e amore fortissimi. La personalità di Hak si rifà a quella di Federico II di Svevia (Stupor Mundi), e alcune azioni che Hak compie sono state realmente fatte da Federico II, che era un imperatore incredibilmente più moderno di tanti governati di oggi. Ad esempio la lettera che Hak scrive ai re Draschi è pressoché identica a quella scritta da Federico II agli imperatori del mondo per esortarli ad opporsi al dominio della Chiesa Cattolica per le evidenti contraddizioni riguardanti il binomio Dio-Denaro. Alla fine Hak è diventata un misto ben equilibrato di me e Federico II di Svevia 🙂

4.QUANTO C’È DI TE NEI TUOI PERSONAGGI?
Tutto. Ogni personaggio vive in me, come effetto del mio inconscio personale o collettivo. Quando si scrive non lo si capisce subito, ma dopo mesi e mesi di riflessione sul proprio romanzo si riconoscono perfettamente le parti di sé impersonificate nel libro dai vari personaggi.

5.CI SPIEGA IL TITOLO “CAVALIERE HAK”?
Ho scelto quel titolo pensando al Don Chisciotte della Mancia. Il titolo vero è: “El Ingenioso Hidalgo Don Quijote de la Mancha”, ma tutti ormai lo conoscono come il “Don Chisciotte”. Ecco, sentendomi molto vicina a Miguel de Cervantes per storia personale e artistica, il mio romanzo non poteva che intitolarsi “Cavalier Hak”.

6.UNA CITAZIONE DEL LIBRO, OPPURE LA TUA FRASE PREFERITA?
Non m’inchino dinanzi agli Dei, ma creo con Loro un mondo migliore”. Questa frase è uno dei fondamenti della cultura pagana, e io trovo che sia una frase stupenda, perciò l’ho inserita nel mio romanzo in ben due punti, e fa riferimento alla mia strega, Mercuria, chiaramente.

7.HAI FATTO RICERCHE O TI SEI DOCUMENTATO PER SCRIVERE IL LIBRO?
Tantissimo. Volevo che la mia opera prima fosse un romanzo ineccepibile dal punto di vista storico. In realtà i miei studi non hanno riguardato soltanto il Medioevo e il Rinascimento, ma anche L’Arte della Guerra di Sun Tzu, ad esempio. L’ho applicata in tutte le battaglie presenti nel mio romanzo e ho riportato nel Materiale di Studio a fine libro a quale stratagemma mi riferivo volta per volta. Ho studiato molta psicologia analitica, ma anche filosofia e simbolismo. Cavalier Hak è il concentrato di tutti gli studi di una vita, a 360 gradi.

8.AVEVI IN MENTE GIÀ TUTTA LA STORIA, OPPURE SI È EVOLUTA STRADA FACENDO?
Non avevo in mente nulla di quanto ho scritto, nemmeno una parola. La storia è sgorgata da sola: trama e personaggi. L’unica cosa che ho fatto è stata di non censurare mai nessun personaggio, chiunque fosse e qualsiasi cosa dicesse o facesse. Quando è apparso Serio, ad esempio, ho pensato: “E questo qui che cavolo c’entra con la storia? Lo tolgo?”. Naturalmente non l’ho tolto e al momento giusto ha svelato tutta la sua importanza. Con la mente ho affinato le scene, curato a dovere le ambientazioni, sintetizzato al massimo le parole dette nei dialoghi, ma personaggi e trama si sono creati da soli.

9.HAI PENSATO DI SCRIVERE UN SEGUITO?
Ci sto pensando. Cavalier Hak l’ho ambientato nell’Alto Medioevo, nel Basso Medioevo e nel Rinascimento. Per mesi mi sono bloccata pensando che il ‘700 non è un’epoca storica che mi intriga, non al momento per lo meno. Solo ultimamente è avvenuto lo sblocco e ho iniziato a studiare, perché ho pensato che prima del ‘700, in realtà, c’è il 500 e il ‘600. È vero che l’epoca barocca è un’epoca di poco o nessun fascino per me – per tale ragione pensavo al ‘700 – ma il ‘500 e il ‘600 sono caratterizzati soprattutto dalla scoperta dell’America e i conquistadores, la guerra fra Spagna, Inghilterra e Francia (per le colonie nel nuovo mondo ma anche per la religione, in questo caso lotta fra cattolicesimo e protestantesimo) e, soprattutto, per la pirateria. Ecco, se penso alle grandi culture Azteca e Incas che vengono distrutte e penso al nuovo mondo e alla pirateria… beh, allora senz’altro riesco a immaginare un’altra grande avventura per Cavalier Hak. Adesso il punto è studiare quei due secoli fino a sentirmi un pirata di Nassau o Tortuga o qualche altra isola caraibica e poi iniziare a scrivere.

10.PRIMA PERSONA CHE HA LETTO IL LIBRO: RICORDI COSA TI HA DETTO?
Ricordo cosa mi disse una ragazza (una donna), molto colta e amante dei fantasy, che mi è rimasto davvero impresso. Mi disse: “Se trasformi Hak in un uomo eterosessuale venderai mille volte più copie e il romanzo potrebbe sfondare”. Ancora in Italia si ha, talvolta, l’idea che si debba calpestare ancora e sempre la stessa strada battuta da millenni. Negli Stati Uniti hanno capito che è tempo di offrire ai lettori storie che ricalchino l’archetipo del Viaggio dell’Eroe dove l’eroe è donna, e questo perché finalmente gli psicologi hanno capito e spiegato che la storiella della principessa sfigata, orfana e con le pezze al culo che deve farsi salvare dal principe azzurro è falsa, cioè il viaggio dell’eroe è identico per uomini e donne, proprio perché tutto è simbolico. Game of Thrones, la serie TV più premiata nella storia dell’umanità, ha mostrato a tutti proprio questo, perciò c’erano donne guerriere e altre al comando di regni, uomini e donne eterosessuali a altri omosessuali, in un clima di assoluta parità di potere. Nella realtà sono spessissimo le donne quelle che compiono in silenzio gli atti più eroici, pertanto Cavalier Hak non poteva che essere una donna.

11.SE IL LIBRO AVESSE UNA COLONNA SONORA?
Nel Materiale di Studio riportato in fondo al libro ci sono citate delle canzoni, perché realmente hanno fatto da sottofondo musicale a certe scene del romanzo. Parlo ad esempio della canzone di Diana Ross, Do you know where you’re going to, che è stata il sottofondo del capitolo in cui Marlem assiste alla metamorfosi di una libellula sulla rive del Fiume Uno. E poi The Feather Theme di Silvestri, relativa sempre allo stesso capitolo. New Frontiers di Franco Battiato è, invece, una sorta di sigla di apertura del romanzo, e una strofa straordinaria di quella canzone è inserita come citazione ad inizio libro, perché spiega da sola il senso di tutto quanto ho scritto. Recita: “L’evoluzione sociale non serve al popolo se non è preceduta da un’evoluzione di pensiero”.

12.QUALCOSA SU DI TE?
Sogno di scrivere romanzi capaci di far comprendere facilmente e in modo piacevole ai giovani le varie epoche storiche. Col Medioevo e col Rinascimento sento di esserci riuscita attraverso Cavalier Hak, e questo mi da la voglia e la forza di provarci ancora. Ogni libro che scriverò, però, sarà difficilissimo, come lo è stato Cavalier Hak, dove ogni pagina cela in se montagne di libri letti e valanghe di ore di documentari visti. Cavalier Hak si compone di due libri al suo interno; ebbene serve il terzo libro per trasformarsi in scrittore. Non è una regola, ma è come io sento la cosa. Ecco che adesso le mie energie iniziano a concentrarsi sempre più solo su un unico obiettivo: scrivere il terzo libro e poter dire di me che sono una scrittrice davvero. Il resto riguarda la mia precedente vita e non è interessante quanto quello che voglio fare in futuro.

13.COSA STAI LEGGENDO E CHE LIBRO LEGGEREBBE CAVALIERE HAK?
Sto leggendo Storia della Pirateria di David Cordningly, L’isola dei pirati di Michael Crichton e A general history of the Robberies and Murders of the most notorious Pyrates di Daniel Defoe. Questi sono i tre libri che ho scelto per iniziare a studiare la pirateria. Hak, la protagonista del mio romanzo, leggerebbe proprio questi libri, perché se un seguito di Cavalier Hak ci sarà, allora sarà nel ‘500 e nel ‘600, pertanto Hak non potrà che essere un pirata.

Vi lasciamo con l’indirizzo del sito web dell’autrice che consiglio di visitare perché davvero molto bello: www.hagarlane.com. Ringraziamo Hagar e buona lettura a tutti con Cavaliere Hak.

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