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Centrifughe notturne e altri pensieri stesi ad asciugare

Oggi faremo la conoscenza di Daniel Buralli, cantante e showman, ma anche scrittore che ci farà conoscere il suo Centrifughe notturne e altri pensieri stesi ad asciugare, un libro di poesie e non solo…

13 DOMANDE PER UN LIBRO

Dalla quarta di copertina:

Io mi siedo,
tu sorridi,
egli osserva,
noi parliamo,
essi sognano,
come noi,
essere.

Ora Daniel, partiamo con le nostre:

13 DOMANDE PER UN LIBRO

1.CENTRIFUGHE NOTTURNE E ALTRI PENSIERI STESI AD ASCIUGARE È UNA RACCOLTA DI POESIE, PENSIERI E RACCONTI, C’È UN TEMA COMUNE O FILO CONDUTTORE?
Non c’è un vero e proprio tema e forse neppure un filo. Ogni poesia e racconto nasce, si sviluppa e finisce. Immagino ognuno di loro come un episodio a sé. Sicuramente si ritrovano spesso i paesaggi della mia Toscana, scene rubate da luoghi pubblici come bar, supermercati, autolavaggi e lavanderie a gettoni. Mi piace descrivere molto senza tralasciare anche i minimi particolari, perché attraverso questi il lettore può dipingere nella propria testa un suo quadro a piacere, così come ho fatto anch’io.

2.CI SPIEGHI IL TITOLO DEL TUO LIBRO?
Mi piacerebbe che ognuno desse la propria spiegazione poiché così è stato durante il percorso delle mie presentazioni, e devo dire che mi ha incuriosito molto raccogliere i diversi punti di vista.
La centrifuga riprende semplicemente quel momento in cui la lavatrice inizia a far girare in un vortice tutti i vestiti, mescolandoli tra loro, sbattendoli nel cestello, confondendoli, un po’ quello che succede di notte a me con i miei pensieri che iniziano a rimbalzare nella testa togliendo il sonno. I pensieri stesi ad asciugare (seconda parte del titolo) rappresentano in primis il mio amore per i panni stesi, ma anche per il profumo che questi emanano appena messi al filo.

3.COSA O CHI TI HA ISPIRATO E COME È NATA L’IDEA DI FARNE UN LIBRO?
Le maggiori fonti di ispirazione le ho trovate per strada, sul treno, quando mi trovavo da solo in una camera d’albergo aspettando di andare a suonare oppure al rientro quando, con ancora l’adrenalina in corso, non si riusciva a chiudere occhio.
L’idea di raccogliere tutti i pensieri, le frasi, le poesie che nascevano così spontanee è nata dopo che nella mia sprecisione artistica mi sono ritrovato centinaia di fogliettini, salviettine del bar (quelle che si usano per pulirsi la bocca), biglietti del treno, pezzi di carta, scarabocchiati e sparpagliati ovunque.

4.CI LASCI UNA TUA POESIA?
Buonanotte
Parola semplice.
Quanto la si usa, quasi fino a farla diventare automatica nel momento in cui ci si appresta ad andare a dormire.
Milioni di volte ci stata sussurrata a pochi millimetri, altre volte a km di distanza, altre ancora ce la siamo augurati da soli, in silenzio.
Poche lettere che possono fluttuare e risuonare nei ricordi, in base ai colori e perché no una melodia datagli in quel preciso istante.
Lì, dove ci addormentiamo tutto ha inizio, un viaggio del quale siamo in parte registi e un po’ spettatori, vagabondi in un deserto minato di incubi e sogni.
Gli incoscienti come noi, corrono anche al buio rischiando di incontrarsi, scambiarsi sorrisi e silenzi.
Poi come se niente fosse, tornare sui propri passi, senza dimenticare però il suono di quella parola… che per molti e niente, per me, è importante.

5.I TUOI POETI O SCRITTORI PREFERITI?
Non ci crederete ma non sono mai stato un grande lettore di poesia più che altro essendo un cantante e musicista mi sono fatto influenzare molto dai testi di cantautori come Paolo Conte e Sergio Caputo.

6.COS’È PER TE LA POESIA?
Non so di preciso cos’è la poesia ma so di per certo che è bello ed emozionante quando quello che pensi fa rima con quello che scrivi. Scrivere è come viaggiare. Si ha la possibilità di fare il giro del mondo, visitare luoghi, conoscere persone, fare l’amore e mangiare tutto quello che vuoi senza ingrassare semplicemente rimanendo seduti nella tua scrivania.

7.LA TUA FRASE PREFERITA?
Non sognate, siatelo.

8.PRIMA PERSONA CHE HA LETTO IL TUO LIBRO?
Ricordo che dopo aver dato finalmente una fine al mio primo libro, stampai il tutto e lo consegnai nelle mani di mia mamma che di professione è maestra delle scuole elementari. In quel momento mi sono sentito come uno dei suoi piccoli alunni alla consegna dei compiti. Ricordo la sua faccia giorni dopo con un sorriso dolce che mi diceva che non c’erano molti errori e che era davvero orgogliosa per ciò che avevo scritto.

9.IL COMMENTO PIU’ BELLO CHE HAI RICEVUTO?
Il più bel commento è stato sentirmi dire “mi sono rivisto/a nelle tue parole” e “quando ho letto quel racconto sembrava di essere lì assieme ai personaggi” e per finire non dimenticherò mai un signore sui 60 anni che dopo l’acquisto del libro mi scrisse in privato dicendomi “è il primo libro che leggo dopo un lungo periodo a causa del mio lavoro stressante in ufficio, mi hai fatto tornare la voglia di leggere“.

10.E LA DOMANDA CHE NON AVRESTI MAI VOLUTO RICEVERE?
Hai in mente di scrivere un altro libro?” per molti non sembrerà una brutta domanda , come in effetti non lo è, ma vi posso assicurare che in quel momento mi mise in crisi e non poco.

11.SE IL TUO LIBRO AVESSE UNA COLONNA SONORA?
Se il libro dovesse avere un accompagnamento musicale si spazierebbe sicuramente tra generi come Blues, Swing, Bossa Nova, passando per il Funk senza dimenticare delle generose sfumature di Rock e perché no, di musica classica.

12.CI RACCONTI QUALCOSA DI TE?
Quando mi fanno questa domanda non so mai cosa rispondere quindi spesso preferisco iniziare a cantare. Dato che qui non posso farlo vorrei dirvi in breve che nasco come DJ/Speaker radiofonico, successivamente mi sono appassionato al mondo del canto e delle musica live esibendomi in giro con mia sorella oppure con la mia band, facendo di questa passione un vero e proprio lavoro. L’ amore per la scrittura si è sviluppata e rafforzata “in vecchiaia” e grazie all’incoraggiamento di alcune persone che mi sono state molto vicine in questo percorso da scrittore, sono riuscito a pubblicare il mio primo libro.

13.E PER FINIRE… SECONDO TE TUTTI POSSONO SCRIVERE POESIA?
Sì, aldilà delle competenze poetiche e grammaticali credo che l’importante sia sempre scrivere e trasmettere ciò che si sente dentro senza il pensiero di dover piacere agli altri.

Grazie Daniel per essere stato con noi e a voi tutti, come sempre, buona lettura!

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