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Diario: Dicembre

In questi giorni che precedono il Natale sono avvolta da un alone evanescente di malinconia, mista a tenerezza, languore, vertigine.
E’ come se una nebbiolina mi circondasse a modi “sfera Pokemon”.
Al centro ci sono io che tento di venir fuori trasformandomi in un drago imbattibile e fiero.
Ma la nebbiolina è tenace.
E poi ci sono le fitte al cuore che mi indeboliscono: i pensieri di te.
Che non hai tempo neanche di mandarmi degli auguri un po’ più personalizzati anziché “di massa”.
Ma tanto sei una pazzia, e come tale devo trattarti.
Ritorna prepotente quella sensazione che mi stai pensando e che di me senti la mancanza.
Tante sono le avvisaglie, piccoli episodi che mi investono e che sono “in tuo nome”.
Ad esempio, nello studio di fisioterapia.
….
Arrivo in ritardo, trafelata.
Saluto le ragazze, sorrido.
Mi viene restituita la mia sciarpa preferita che credevo perduta per sempre. Ed allora mi lancio in un grido di gioia e le investo con la mia allegria e la mia ironia.
Di rimando le ragazze mi fanno un complimento bellissimo: “Sei bella!”. E si riferivano a tutto il mio essere, a tutta la mia persona.
Le donne lo vedono.
E tu?

Laltrame

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