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Diario: Fili

Fili

12 Aprile

Sei venuto per lavoro.
Eri proprio sopra la mia testa, al piano sopra il mio.
Eri qui.
Lo sapevo. Lo sentivo.

Dal blog di Lisa Corva, stesso giorno:
“Sei entrato nella stanza e l’aria s’è improvvisa colmata di tenerezza intorno al mio corpo in attesa. Sei entrato nella stanza e (improvvisa) l’aria intorno al mio corpo s’è colmata.”
(Goliarda Sapienza)
Sei entrato nella stanza.

Scrivo:
Cammino.
Sotto il sole.
Voglio far evaporare
Ogni essenza di te
Da me.
Voglio che il tuo pensiero,
così come fosse un profumo,
mi abbandoni,
mi lasci in pace.
Voglio liberarmi.
Perché ogni volta
è peggio.
Ogni volta,
sto più male di prima.
Vanifico
ogni mio sforzo
e
ritorna,
ancora una volta,
il tremore
interiore
di sempre.

Laltrame

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