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Diario: Giorni di carnevale.

Sono stata brava.
con pazienza ho lasciato che la ragione vincesse sul cuore, raggirandolo, ammaliandolo, tendendogli opportuni tranelli. Dopo tanto tempo finalmente ha trovato un’occasione ghiotta: una caduta di stile. E a nulla è valso un messaggio di perdono. L’hai scritto un pomeriggio di sabto, zona assolutamente off limit per te e per me. Per essere certo che mi raggiungesse lo hai inviato come sms, probabilemente dall’estero. Altro segnael forte. Ho risposto. Ma ormai avevo il mio appiglio, la mia fune per uscire dalle sabbie mobili. Da quel momento ho ucciso i miei sogni e, sebbene avessi dentro come un’anima grigia, ho proseguito la mia strada. E’ orribile smettere di avere un sogno. Ti senti improvvisamente vecchia, stanchissima. Una malinconia ti possiede, ma non devi farci caso. Sai che prima o poi passerà. Sai che sei nel giusto. Sai che se continui ti farà solo male. Non ti ho scritto da allora. Non so dove sei e cosa stai facendo. Ogni tanto sento il nome e abbasso lo sguardo per non farmi vedere. Il cuore sente ma è come un cane che non abbaia più: drizza le orecchie e guarda veemente il padrone. Si muoverà solo se lui glielo consentirà.

Laltrame

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