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Diario – Maggio 2014

Dopo 8 mesi, improvvisamente, ti ho rivisto. Accanto a me, per fortuna, una collega che mi tiene sottobraccio. Mi confortano un paio di occhiali da sole che celano il mio sguardo. Anche questa una fortuna. Eri davanti ad un bar in procinto di entrare. Ci hai lasciate passare. Ho lasciato alla mia collega i convenevoli e la tua compagnia. Muovendomi più discretamente possibile sono andata ad ordinare i nostri caffè. Il cuore nel frattempo era un tamburo che pensavo sentissero tutti i presenti. Speravo finisse lì. Invece la collega mi raggiunge con te accanto e ci fai compagnia per un po’… Allora libero il clown che è in me e ironizzo su età, figli, Nietzsche, e via altre sciocchezze. E tu sempre lì, vicino a me. Ho tolto anche i miei occhiali. Così sono “nuda”, senza neanche un filo di trucco che bleffa riguardo ad una eventuale bellezza. Sono io e basta. E tu lì. Arriva il momento dei saluti e del congedo. Si torna al nostro lavoro. Ci chiedi: “Allora, a fine anno tutti insieme nella stessa sede?”. Ti prego, mio Dio, allontana da me questo calice… Lascio rispondere la collega che, giustamente, civetta. Io proprio non ce la faccio a rispondere. Sulla strada del ritorno mi confessa, ignorando il macigno che sta appoggiando sul mio cuore: “Però, W. è sempre affascinante….”. No, non voglio appartenere al gruppo di donne che ti adula. Proprio no. Io, sto molto peggio.

By Laltrame.

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