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Diario: Pensieri di Settembre

Ritorno a casa.
Crepuscolare ritorno a casa,
solitario, taciturno, lievemente malinconico.
Profondamente stanca compio, passo dopo passo,
tutte consuete tappe che seguono il graduale avvicinamento alla conclusione di questa giornata infinita:
togliersi le scarpe, sprofondare sul divano e dire finalmente “basta!”.
Mentre compio queste gesta, invio un messaggio lampo, presa da un piccolo presentimento: “tutto ok?”.
La risposta non è immediata.
Lunghissimo silenzio che mi intristisce ancora di più.
Poi, arriva.
E’ tardi, ma arriva.
Rispondo con un brevissimo resoconto della mia giornata di lavoro che mi ha stremata.
Il tuo saluto è una coccola, un bacio della buonanotte dato a fior di labbra.
Non sei mio, io non sono tua.
Forse, non lo vuoi nemmeno.
Ma ho la sensazione che, nel tuo cuore, esista per me un posto speciale.
E questo mi commuove profondamente.

Desiderio.
Vorrei che, inaspettatamente, all’improvviso, inspiegabilmente, irrazionalmente, ti sorprendesse, prepotente ed invadente, la nostalgia di me.
Come un dolore, una fitta, che non ti fa andare avanti.
Non ti sai spiegare come, non c’è una ragione.
Solo necessità, bisogno primordiale.
Che ti spaventa quasi.
Vorrei fosse così.

Presenza.
Cos’è questa agitazione che mi muove?
Questa ansia che mi fa smaniare, mi rende nervosa?
Sento come se fossi alle mie spalle, il tuo respiro sul mio collo, l’avvicinarsi di un bacio
e io quasi a perdere i sensi.
Cos’è questa follia?
Ragione, dove ti sei andata a nascondere?
Dove sono finiti i miei neuroni?
Perché le mie sinapsi hanno smesso di funzionare come fossero dissolte, perse?
Per favore, ricominciate tutti a funzionare.
Elaborate un pensiero logico.
Imponete il pragmatismo.
Oppure…. sto assistendo ad una trasformazione?
Un’altissima specializzazione di tutto il mio essere così che le mie cellule si siano come dotate di speciali sensori,
ed io possa avvertire la tua presenza, il tuo pensiero avvolgermi in un abbraccio che mi solleva e mi consola dalle fatiche e dagli insuccessi della vita.
E così forse?
Io ti… sento?

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