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Il Ricordo nella Pietra di Gianmarco Risa

L’odore della polvere, il tempo fermo, la pietra pensierosa e silenziosa, la natura che splende al Sole, l’orologio di una chiesa, marzo, un tuono. Un muretto senza nome, che ha ascoltato troppe frasi, lanciate nel tempo, per svanire con le prime piogge di incomprensioni. Un’armatura sul muretto senza titolo, con in mano una lancia che prima era una sposa. Un re con la fama di essere spietato per la troppa paura delle reazioni. Un uomo passeggia su una strada solo, intorno le dimensioni che lo attraversano sono delfini che lo bucano in ogni direzione. Sono le sei, l’uomo, fa una preghiera alla Madonna, in mezzo a un campo di grano, poi prende l’acqua alla fonte e torna a casa. Sua moglie è morta da poco. La notte, la natura, l’umido della sera e i sbadigli di un tulipano. Nel paese medievale, ascolto il ricordo della pietra, con un tè di stelle e fra le mani una corda, per non deviare i discorsi e nelle mani una preghiera di pace. Mentre i ricordi, in me, costruiscono nuovi castelli, poco lontano il lago ride.

Gianmarco Risa

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