Frammenti… come pagine…
Non ho avuto più un diario da quando avevo 17 anni o giù di lì.
Fu il mio ragazzo a farmene passare la fantasia, sottraendolo e leggendelo a mia insaputa, spinto dalla ricerca di chissà quale rassicurazione o colpa.
Non fui io a perdere la sua fiducia, ma lui certamente la mia. E poi mi resi conto che, in fondo, lui non comprendeva proprio niente di ciò che a quell’età scrivevo. Ma forse era giovane anche lui per capirlo davvero.
Quella storia finì presto, breve e intensa come può essere a volte ciò che pensiamo essere amore.
Poi qualche giorno fa, mentre ero alle prese con i preparativi della mia partenza, l’ombra dell’ormai prossima solitudine ha cominciato a fare capolino tra una valigia e l’altra. E’ stato in quel momento che ho pensato a qualcosa da portare con me, come un compagno di viaggio, così… tanto per non finire le mie giornate a riempire la bacheca di facebook.
Strumenti moderni, necessità ancestrale che è riaffiorata in me… un diario.
Partenza Arrivo Orientamento Parcheggio (o meglio: il ragazzo sulla Ducati) Silenzio e vuoto Presentazioni Il lago Il nuovo Capo Team Pioggia estiva Inaspettato Imprevisti (I e II parte) Sorpresa Eventualità Incontro Appuntamenti Gare Strade deserte e non solo… Cose da evitareSaluti e sorrisi
In famiglia
Non solo nomi
Niente di romantico Forse è meglio così…

