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Leggendo “Lei che…”

Qualche settimana fa ho scritto qualcosa sui pensieri di una lettrice di Like the Moon, ora vorrei invece pubblicare  questa e-mail ricevuta da un’anonima lettrice del racconto “Lei che…” perchè è vero  è bello sapere i pensieri del lettore, ma niente è paragonabile ad avere l’opportunità di conoscere le emozioni che sono dietro a quei pensieri.

Cara Stella

in questa ‘fase narcisistica’ che piano piano dopo quasi due anni mi sta aiutando a sopravvivere alla delusione che ancora mi abita,  quando leggo il tuo racconto Lei che…così come l’altro “La mia porta”, con prepotenza tornano alcune immagini a me familiari. Allora il tuo linguaggio mi risuona forte, le parole sembrano come saltare fuori da me, come gridate dal mio cuore che ancora in parte sanguina… e se all’inizio mi sembra come sia lui il ‘traditore’, poi durante la lettura si invertono le parti e divento io la ‘traditrice’. Come a due voci questo racconto mi mette da tutte e due le parti, con forza e cinismo, e giuro, ancora piango se lo leggo anche se non ho più la sofferenza legata al vissuto, ma il dolore legato alla consapevolezza dell’impotenza nostra di fronte all’Amore, sempre più forte di noi, della volontà, delle decisioni ragionate.
I sentimenti ci sovrastano, ci confondono, ci annebbiano e ci riportano però puntualmente al ‘nocciolo’ all’essenziale di cosa e chi siamo.
Nessuno è carnefice o vittima e tutti siamo carnefici e vittime… l’uno e l’altro. Indistintamente.
Per essere più esplicita quel “Ti era già entrata nel sangue. E poi pian piano ti ha trasformato, reso una persona diversa, ti ha cambiato la vita. Ma l’ha cambiata anche a me” espressione che mi sono sentita dire e che ho constatato…
Così come però “Come in ogni tradimento che si rispetti, sono stata(o) l’ultima(o) a saperlo, mi è di consolazione il pensiero che non ti stavi divertendo alle mie spalle. Era un affare serio, forse da principio preso sottogamba, ma sapevi già che mi avrebbe fatto soffrire e quindi hai cercato di mantenere segreta più a lungo possibile la tua doppia vita” avrebbe potuto dirmelo…
Il percorso continua, la liberazione anche, la mia vita pure, con le scelte di ogni giorno, con le persone che entrano ed escono dalla mia vita ma che ogni giorno mi regalano e restituiscono parti di me.
Tutto qui mia cara Stella.
Di nuovo grazie perché non è bene piangere e vivere ripiegati su sé stessi e sul passato, ma non è bene neanche dimenticare…”

Ringrazio la mia Lettrice per aver dato il consenso alla pubblicazione di questa lettera, ma soprattutto grazie per aver voluto condividere le sue parole con me e con voi.

Stella

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