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Leggendo… Polvere negli occhi

Ogni volta che mi metto alla lettura di un giallo, per me non è solo  una piacevole lettura, ma è più o meno una prova. Se poi l’autrice di quel giallo è Agatha Christie allora la lettura diventa una vera sfida.

Leggendo Polvere negli occhi, la sfida  non è stata vinta come sempre dall’amata Agatha. Per onestà non è stata vinta neanche da me… è  stato più un pareggio. Ho capito chi fosse l’assassino, anche se non sono arrivata a scoprire proprio tutto prima che il mistero venisse svelato. Insomma, non sono sicuramente come Miss Marple.

Già, Miss Marple… Polvere negli occhi è il sesto romanzo in cui fa la sua comparsa l’astuta vecchietta e… ma iniziamo dal principio.

A Pocket Full of  Rye è stato scritto da Agatha Christie e pubblicato in Inghilterra dalla Collins Crime Club nel 1953. In Italia diventa Polvere negli occhi e viene pubblicato nel 1954.

Come diversi romanzi di Agatha Chistie il titolo e anche molti riferimenti del mistero sono tratti da una filastrocca, che in questo caso è Sing a Song of  Sixpence

Questa la copertina orinale inglese (in alto invece l’attuale italiana in commercio):

Veniamo ora alla trama (fonte Wikipedia):

“Rex Fortescue, noto uomo d’affari, muore improvvisamente una mattina, avvelenato dopo aver ingerito una dose di tassina, proprio nel periodo in cui alcuni dissapori con il figlio maggiore Perceval stavano aumentando e i rapporti con il secondogenito Lancelot, che da diversi anni viveva in Africa, andavano rasserenandosi. Un vero enigma è il ritrovamento, nella tasca della sua giacca, di alcuni chicchi di segale. Non passa molto tempo che anche la giovane moglie dell’uomo, che doveva ereditare gran parte della sua fortuna, e una cameriera, conoscente di Miss Marple, che presta servizio nella residenza dei Fortescue alla periferia di Londra vengono uccise. È dunque la vecchietta di St. Mary Mead a intervenire, studiando i pochi indizi e i comportamenti di chi gravitava attorno alla figura di Rex Fortescue – i figli e le rispettive consorti, l’amante di sua moglie, la servitù e il promesso sposo della figlia minore – e aiutando in modo fondamentale Scotland Yard nella risoluzione dell’intricata vicenda.”

Più omicidi dunque, il che rende il giallo ancora più avvincente dovendo rielaborare pagina dopo pagina le varie teorie, alla luce non solo dei nuovi indizi, ma anche dei nuovi moventi e alibi.

Fortuna che in soccorso dell’ispettore Neele arriva la nostra Miss Marple e capiamo subito che l’assassino non avrà più scampo.  Ma anche l’ispettore Neele di Scotland Yard conquista subito le mie simpatie quando, rispondendo a una domanda del sergente Hay, cita:

Tutta gente antipatica

Per poi chiarire subito dopo all’imbarazato sergente: “Alice nel Paese delle Meraviglie. Non lo conoscete, Hay?

Quasi quasi, con un uscita così non potevo che sperare che lo risolvesse lui il caso.

Ma Miss Marple è Miss Marple e non solo perchè risolve con semplicità i casi di omicidio più intricati, ma anche per riflessioni come queste, che ti fanno pensare che non sia una zitella per puro caso:

Nella testa di Miss Marple “gli uomini” appartenevano a una distinta categoria: avevano bisogno di due uova con la pancetta per la prima colazione, di tre pasti sostanziosi durante il giorno, e non andavano contraddetti prima di pranzo.”

Certo però che sono rimasta non poco sorpresa quando l’autrice la descrive definendola un simpatico cacatua. Curiosa, sono subito andata a vedere come fosse un cacatua (qui il link)… beh, forse un po’ somiglia davvero a Miss Marple!

Riporto invece una frase di questo libro che mi è piaciuta molto. A parlare è Pat, la bella moglie del secondogenito Fortescue:

“Ho avuto un’infanzia meravigliosa in Irlanda, fra cavalcate e cacce, con una casa enorme, spoglia, piena di aria e di sole. E quando avete avuto un’infanzia felice, nessuso può più toccarvela.”

All’interno del romanzo è citato invece un passo della Bibbia già citato peraltro anche in Il Natale di Poirot:

«I mulini del Signore macinano lentamente »

Viene anche citato Rudyard Kipling:

«Nulla può dirsi concluso finchè non è concluso secondo giustizia»

e naturalmente la filastrocca Sing a Song of  Sixpence che però non riporto per lasciarvi il piacere di leggerla nel romanzo.

Al contrario continuerei all’infinito a citare Miss Marple, ho scelto quindi questo altro  passaggio particolarmente acuto:

Ho parlato con alcune persone: la vecchia Signorina Ramsbottom, la cuoca e suo marito. Questi è un bugiardo, ma ciò non vuol dire, perchè quando sapete che è un bugiardo, il conto torna lo stesso.”

E ora il momento dell’incipit e anche dell’exicipit (assolutamente senza spoiler)

INCIPIT
Per fare il tè era il turno della signorina Somers. Non più giovane, con una faccia dolce e spaurita da capretta, la signorina Somers era la più nuova e la meno efficiente delle dattilografe. Aveva versato nella teiera l’acqua che ancora non bolliva, ma la poveretta non era mai sicura di quando bollisse l’acqua. Era, questo, uno dei tanti interrogativi che affliggevano la sua esistenza.
Versò il tè e distribuì le tazze con un paio di biscotti in ogni piattino.”
 
EXICIPIT (davvero bello!)
Le vennero le lacrime agli occhi. Poi alla pietà successe un odio implacabile.
Alla fine, su entrambi i sentimenti, prevalse un senso di trionfo, quel trionfo che provano certi scienziati quando sono riusciti, con un frammento di mascella e un paio di denti, a ricostruire un animale di specie ormai estinta.”

Di chi si parlerà? Non vi resta che scorpirlo da soli.

Di Polvere negli occhi sono state fatte due trasposizione cinematografica, una del 1986 con Joan Hickson nei panni di Miss Marple, l’altra del 2008 interpretata da Julia McKenzie.

Finisco anche questa volta con le copertine, proponendo quelle che a mio avviso sono le più interessanti (perlopiù, purtroppo, straniere).

 

     

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2 Comments on "Leggendo… Polvere negli occhi"

  1. StellaRobi
    polimena
    04/06/2012 at 11:35 Permalink

    Bella recensione. Sono anni che non leggo più Agatha Christie, forse ne ho fatto indigestione da giovane. Può darsi che abbia letto anche questo, l’incipit mi era familiare!

  2. StellaRobi
    Stella
    04/06/2012 at 15:45 Permalink

    Ciao Polimena, grazie per il commento! Ho conosciuto il tuo blog “Le tre cugggine” grazie al gruppo “io leggo…”, mi è piaciuta molto la tua recensione su Maigret! 🙂

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